NEI CORRIDOI DELLA SOFFERENZA

La testimonianza delle sorelle che hanno prestato il loro servizio pastorale in un penitenziario.

Due anni fa il nostro arcivescovo, mons. Giuseppe Costanzo, invitò religiosi, religiose e laici ad assistere e dare conforto spirituale ai detenuti del carcere di zona. Il desiderio del presule si concretizzò proprio il giorno dell’Immacolata dello stesso anno. L’invito fu prontamente accolto dalla Superiora, Sr Lidia Andreis, e da Sr Tecla Didonè. Si decise così di fissare incontri settimanali ai quali prendevano parte dalle venti alle trenta persone tra sacerdoti, religiosi, religiose, laici-catechisti.

La risposta da parte degli ospiti (così li chiamavamo) è stata oltremodo gradita: dopo aver inoltrato una semplice richiesta avevano la possibilità di partecipare ai consueti incontri in gruppi composti da dieci persone al massimo. Noi missionari eravamo divisi in sei sezioni, perché la casa circondariale può ospitare fino a 600 detenuti.


Abbiamo cominciato col conoscerci fino a stringere un rapporto sempre più stretto. I nostri amici hanno ben presto imparato a pregare, tanti non avevano ancora ricevuto la Cresima, quindi i catechisti li hanno guidati nel cammino di preparazione. Ogni tanto veniva celebrata la Santa Messa in Cappella e quando qualcuno non poteva partecipare si celebrava nel corridoio di una sezione.

L’estate successiva si unirono a noi i chierici novizi. Il Venerdì Santo riuscimmo persino ad organizzare una Via Crucis nel penitenziario: divisi in gruppi siamo riusciti ad entrare nelle singole sezioni ed a coinvolgere i ragazzi. E’ stata la più bella Via Crucis della nostra vita, quella che ci ha fatto capire la vera sofferenza di Gesù.

FESTA DI SAN CAMILLO 2001 (Tblisi Georgia)

di p. Ivan Martini

Puntuale, anche quest’anno è giunta la festa di San Camillo.

Il 14 luglio l’atrio del Poliambulatorio Redemptor Hominis era gremito di gente: più di trecento persone hanno voluto onorare il santo protettore dei malati.

Alla presenza del Nunzio Apostolico Mons. Pietro Stefano Zurbriggen, del Vescovo Mons. Giuseppe Casotto e dall’ambasciatore italiano in Georgia, Michelangelo Pipan, il Vicario generale p. Adam Ochat ha presieduto la solenne cerimonia circondato da un folto numero di sacerdoti con celebranti. Erano presenti i rappresentanti di tutti i villaggi e parrocchie cattoliche della Georgia: il p. Mariano Florio e Sr Maria Reine rappresentavano anche l’Ospedale dei Camilliani di Ashotz in Armenia. I canti liturgici sono stati eseguiti, con la consueta maestria, dalla corale della Cattedrale dell’Assunta di Tbilisi.

Durante l’omelia, il p. Adam ha messo in risalto la figura di San Camillo, vero gigante della carità, soldato di ventura divenuto soldato di Cristo ed il suo impegno nella riforma e nella cura dei malati nella Roma del 1500.

Da allora i camilliani continuano la sua opera curando ed insegnando a curare, con l’Amore di Cristo, i malati nei cinque continenti della Terra.


San Camillo è stato proclamato dalla Chiesa come il Celeste Patrono dei malati e di quelli che li curano (medici ed infermieri).

Al termine del Sacro rito, un simpatico rinfresco ha accomunato tutti i presenti in allegria.

GRUPPO DI VOLONTARIATO SAN CAMILLO IN GEORGIA

di p. Ivan Martini

Raccogliendo l’invito del Vescovo mons. Pasotto, che ha proclamato il 2001 in Georgia l’anno del volontariato, i camilliani e le Figlie di San Camillo del Poliambulatorio Redemptor hominis di Tbilisi hanno creato un gruppo di una trentina di volontari per l’assistenza domiciliare dei poveri e dei malati. Sotto l’attenta direzione di Sr Corina, dall’inizio dell’anno, giornalmente, due o tre giovani si recano in ambulanza presso le case dei più poveri, tra gli ammalati che non possono recarsi in Poliambulatorio, prestando loro il servizio medico, infermieristico e sociale, secondo lo spirito del Santo dei malati, San Camillo de’ Lellis.

I poveri vengono aiutati nelle loro pulizie personali, viene pulita la loro casa, vengono preparati per loro i pasti e lavata la biancheria.

Quando è necessario, un medico del Poliambulatorio si reca presso di loro per prestare il suo servizio specialistico, mentre Sr Corina è l’infermiera che risolve i loro piccoli problemi quotidiani di salute.

In collaborazione con l’Ambasciatore in Georgia dell’ordine di Malta, da alcuni mesi viene consegnato al loro domicilio del pane fresco preparato dalla Panetteria della Caritas Georgia.

Questo servizio è certo una goccia d’acqua nel “grande mare” dei bisogni locali, ma, come l’acqua del mare è formata da una infinità di gocce, così speriamo, con il tempo, di arrivare anche là dove oggi non possiamo ancora giungere…

La strada è aperta! I giovani e le ragazze che intendessero donare un po’ del loro tempo come volontari, anche solo una volta alla settimana o ogni quindici giorni, possono prendere contatto con Sr Corina al numero telefonico 602908 di Tbilisi.


Il Signore, che ha assicurato il suo premio a chi saprà dare anche un solo bicchiere di acqua fresca ad un suo fratello per amor suo, saprà ricompensare tanta generosità come Lui solo sa fare.